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Angoli, distanze, traiettorie.
Il Professore ha notato che l'avversario di destra rientra sempre di mezzo metro dopo la volée. Lo ha notato al terzo game. Al quinto game quel mezzo metro è diventato quattro punti.
Geometria applicata. Non gioca contro persone, gioca contro spazi: sa dove sono i buchi prima che si aprano e mette la palla lì con una regolarità che a lungo andare è demoralizzante. La sua velocità di colpo è media, la sua precisione no. Studia gli avversari nei primi due game come si legge un testo, e dal terzo comincia semplicemente a sfruttare quello che ha capito.
La ripetibilità. Il Professore non ha giornate storte, ha giornate leggermente meno buone. Il suo gioco non dipende dall'umore né dall'adrenalina, e questo lo rende un incubo nelle partite lunghe. In più migliora costantemente, perché ogni sconfitta per lui è un dato, non una ferita.
L'improvvisazione. Quando il piano geometrico non basta e servirebbe un colpo istintivo e irrazionale, Il Professore resta un attimo di troppo a cercare la soluzione corretta. Contro Il Funambolo può andare in difficoltà, perché non c'è nessuno schema da decodificare.
Funziona meglio con La Stella. Lui apre lo spazio con due colpi calcolati, lei ci mette dentro il colpo che nessuno si aspettava. È la coppia che unisce il metodo e lo spettacolo senza che nessuno dei due debba rinunciare a niente.
«Metti la palla sempre lì, fidati, poi si apre.»
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